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TA2 TALK: COSTANZA BROGI-IL FIORE NELL’OMBRA

da | Giu 9, 2021 | BLOG | 0 commenti

  • Ciao Costanza, pur non essendo una Tatuatrice, in breve tempo sei diventata un punto di riferimento per la scena del tatuaggio giapponese, come ti sei avvicinata a questo mondo così complesso è affascinante? 

Ciao, beh in realtà il tatuaggio mi ha affascinato fin da quando ero piccola. All’epoca ne vedevamo pochi di tatuaggi, per me che abito in un paesino ancora meno, ma ricordo che un conoscente si fece un piccolo drago colorato sul braccio e a me piaceva talmente tanto che me lo disegnavo sempre con i pennarelli; all’epoca facevo l’asilo quindi sarà stato tipo il 1992-93.La passione per il tatuaggio giapponese è arrivata dopo, da quando ho visto le prime foto de il Ransho, contenente lavori tradizionali, che, seppur non perfetti come quelli di ora, hanno un fascino senza tempo. Sarà che il Giappone già mi piaceva come cultura, anche se non avevo le conoscenze di ora, ma ho subito avuto la folgorazione e ho deciso di voler imparare di più. Oggi sono almeno 10 anni che faccio ricerche al riguardo, ma entri in una sorta di vortice dove il sapere non basta mai.

  • E da dove viene la tua decisione di scrivere libri sul tatuaggio giapponese?

I primi passi di ricerca li ho intrapresi per arricchirmi culturalmente, per la curiosità, poi, anche vedendo la difficoltà di reperire materiale, poco in inglese, ancora meno in italiano, ho deciso che ciò che avevo imparato sarebbe stato molto meglio condividerlo.Inizialmente c’era la paura di non fare un buon lavoro, oggi quando rileggo quello che scrivo mi chiedo sempre se comprerei un testo del genere a quel prezzo, se può arricchire qualcuno e se i disegni possano essere belli da poter essere un buon esempio. Poi, come tutte le cose, si migliora con il tempo.

  • Il tuo terzo libro “irezumi” ricorda più un trattato penale sul Giappone antico che un libro sol tatuaggio così come lo intendiamo ora, da cosa ti è venuta l’idea di scrivere un libro su questo argomento?

Si, è quasi un libro giuridico, ma per poter spiegare l’Irezumi, che è il tatuaggio punitivo, non possiamo slegarlo da ciò che era il suo contesto, almeno per poterlo comprendere fino in fondo. Capisco che non è un testo semplice, ma il tatuaggio giapponese, in ogni suo aspetto, ha dei retroscena culturali che ne modellano il carattere e per capire bene tutte le sue sfumature va compreso anche il resto.

  • Parlaci invece del tuo ultimo lavoro “il giardino dei fiori di loto”

L’ultimo testo parla del Buddhismo giapponese, ho cominciato a studiare questo tema perché affascinata molto dal Siddham, il sanscrito antico che oggi si usa nelle scuole esoteriche, quindi ho ripreso in mano tutto, ho ristudiato il buddhismo sia in generale, che nello specifico, nel percorso ho ritrovato molte divinità, alcune delle quali già studiate e analizzate con l’Horimono. E’ stato un bel percorso e sto continuando a studiare in questo senso e, più a fondo, per un nuovo progetto, insieme al siddham e ad altre divinità più rare. Il buddhismo ha dietro una bella filosofia, è molto affascinante e disegnare le divinità, con tutte le difficoltà del caso, è piacevole.

  • Una caratteristica che salta subito all’occhio è che tutte le spiegazioni delle immagini sono scritte interamente a mano, dando un aspetto antico e suggestivo all’opera, da dove viene questa scelta?

Da un lato è pratico, perché dopo il disegno farli con photoshop ogni volta sarebbe macchinoso, inoltre è più sterile la scrittura stampata, anche se facilmente leggibile e il disegno perderebbe un po’ di anima; farlo a mano è come lasciare una porta socchiusa sul mio mondo, l’idea è quella di creare un lavoro simile ad un mio blocco di appunti, come quando si studia qualcosa e si fissa nella mente creando uno schema. Credo sia anche più immediato per chi legge il farlo così.Ogni singolo soggetto comunque ha un lavoro minuzioso a monte, lo metto su carta che già è studiato a tavolino al 100%, sembrano appunti buttati lì ma ogni disegno e didascalia è già preparata, letta e riletta, anche molto prima di essere messa su carta. Questo comunque, alla fine, è il metodo che ho sempre usato per studiare le immagini, un po’ come quando prendevo gli appunti a lezione a scuola.

  • Come vedi la situazione del tatuaggio giapponese qua in Italia, e come è cambiata in questi anni?

Negli anni il livello si è alzato molto, ciò mi rende felice, anche se (clienti permettendo) mi piacerebbe si osasse un po’ di più, nei soggetti, stili etc… non necessariamente in moderno, anzi, ma recuperare lavorazioni antiche, soggetti anche differenti da quelli standard. All’interno della tradizione, ci sono stili e soggetti che non si usano quasi più ma che sono bellissimi. Sono comunque fiduciosa, certe cose richiedono tempo, anche per essere accettate dalla clientela.

  • Cosa consiglieresti a chi decide di farsi per la prima volta un tatuaggio giapponese (oltre che naturalmente leggere i tuoi libri;)?

Di valutare di partire con la schiena! Scherzi a parte, di capire l’approccio giusto sulla scelta del soggetto, che riguarda sia ciò che ci piace sia le qualità che vorremmo oppure qualcosa che ci protegge, ma che sentiamo anche vicino. Il tatuaggio giapponese si fa per noi stessi, si sceglie per noi stessi, in caso di dedica mettiamo soggetti appositi nella composizione, un fiore, un simbolo (al riguardo c’è un capitolo apposito nel mio Bunshin Hayashinan vol.2) ma il soggetto principale deve riflettere ciò che vorremmo essere o avere qualcosa che ci protegga e ci guidi, deve rifletterci. Consiglio di non fossilizzarsi troppo su ciò che si vede agli altri, ma una volta scelto un buon tatuatore, di non limitarsi a quanto già visto, piuttosto sul perché si decide di tatuarsi e non accontentarsi dei soliti soggetti, ma scegliere quello giusto per noi, come un abito sartoriale, anche se ciò implica l’aspettare ed il pazientare per scegliere quello giusto.

  • Progetti per il futuro?

Si, sto già lavorando sodo ad un progetto molto particolare, che avrà all’interno tradizioni antiche e poco conosciute, inoltre conterrà un capitolo specifico di proposte di progetti per tatuaggio giapponese, alcune anche molto personali ed articolate. Penso di fare una decina di bodysuit, alla fine di un testo che sarà ricco. Ci saranno i soliti soggetti spiegati con appunti, più i progetti, saranno più o meno un centinaio di tavole. Anche questo progetto sarà italiano ed inglese.Sarà un testo denso e non semplice, ma sto cercando di mettercela tutta per contestualizzare il tutto nella maniera più scorrevole possibile. Probabilmente richiederà un po’ per essere acquisito dalle persone, ma spero di poter dare un contributo ad arricchire di soggetti ed idee, oltre che recuperare storicamente elementi che sono rari.

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